Rose Rosse per te… ho comprato in Africa

 

Autrice: Tania Torrini - Presidente Slowflowers Italy


L'Inchiesta: Quando il Romanticismo Nasconde Sfruttamento ed inquinamento

Nel 2017 la giornalista Sabrina Giannini, durante la trasmissione "Indovina chi viene a cena", mandava in onda un'inchiesta sulle coltivazioni di rose nelle serre del Kenya. La conduttrice era riuscita a intervistare il responsabile di una sola azienda florovivaistica perché tutti gli altri le avevano negato l'ingresso nelle serre e il confronto.
Il risultato dell'inchiesta era il quadro di una produzione che impiegava lavoratori sfruttati e sottoposti a veleni, oltre a un massiccio inquinamento di acque e terreni.

Tutto questo per produrre rose a prezzi stracciati che il mercato olandese commercializzava in tutto il mondo, risparmiando sui costi di produzione soprattutto nelle stagioni più fredde.

Nel luglio 2019 la giornalista Milena Gabanelli pubblicava un interessante articolo sulla rubrica Dataroom per il Corriere della Sera.
Le parole, i dati e i grafici erano impressionanti.
Come fiorista conoscevo il potere spesso scorretto del mercato olandese nella coltivazione e nella distribuzione dei fiori, ma nuovamente comprendevo che il commercio delle rose per San Valentino nascondeva un vero e proprio sfruttamento dei più deboli: uomini e donne senza istruzione, sottopagati ed esposti a soprusi e contaminazione di fertilizzanti tossici e pesticidi di ogni genere.

Una vera e propria "filiera" di sfruttamento.

Iniziai a cercare notizie sulla rete e trovai un articolo pubblicato già nel 2004 sul mensile Vita fondato da Riccardo Bonacina. Quest'anno ho di nuovo cercato sulla rivista Vita e ho trovato un articolo molto più recente datato 2022 della giornalista Emanuela Citterio dal coraggioso titolo "Boicottare i fiori a San Valentino".
La Citterio cita le parole di padre Alex Zanotelli, impegnato da anni nella protesta al fianco dei lavoratori e dei sindacati per richiamare l'attenzione sulle condizioni illegali del mercato olandese che guadagna sulle spalle di chi lavora proprio per la festa degli innamorati.

Il Lago Naivasha: un ecosistema naturale rovinato dal Profitto

Negli anni ho continuato a leggere con amarezza altri articoli e ho scoperto che da più di vent'anni molte persone hanno indagato e si sono battute per questa situazione di sfruttamento dei lavoratori e delle risorse naturali. Gran parte delle serre in questione sono lungo le sponde del lago Naivasha per approfittare delle acque per le irrigazioni e scaricare i residui direttamente nel lago.

"Faticare da anni raccogliendo rose per i mercati esteri dell'esportazione continuando a vivere in condizioni di estrema povertà: una condanna a morte che deve essere annullata da tutti gli attori della catena della floricoltura".
Sono le parole di Mary Kambo, consulente del programma Diritti del lavoro del Kenya Human Rights Commission.

Negli anni più recenti Mary sta affrontando con determinazione lo sfruttamento delle donne nelle piantagioni di rose in Kenya. Le sue parole sono un messaggio umano ed è importante fare una scelta anche da parte nostra come operatori in questo settore.

Desidero citare anche un breve estratto dalla rivista Vita del 2004 intitolato "San Valentino: sfruttamento e povertà dietro la produzione di rose": "Amaramente si può dire che, come i fiori - non più di 48 ore devono trascorrere di solito tra il taglio del gambo e l'esposizione nei negozi - anche gli uomini e le donne delle rose sfioriscono in breve volgere di tempo".

Pochi anni prima di Sabrina Giannini e Milena Gabanelli, due giornalisti si erano già occupati di questo argomento. Pietro Raitano e Cristiano Calvi avevano scritto un piccolo saggio intitolato "Rose & Lavoro, Dal Kenya all'Italia l'incredibile viaggio delle rose".

Il viaggio partiva dal lago di Naivasha in Kenya, il meraviglioso lago del romanzo "La mia Africa" di Karen Blixen. Il libro dei due giovani giornalisti chiarisce bene che l'approvvigionamento di acque per le coltivazioni intensive e gli scarichi minacciano ormai da anni la ricca biodiversità del lago.

Ogni volo per l'Olanda trasporta circa 6000 steli di queste rose africane coltivate lungo le sponde e in cambio lascia in Kenya degrado ambientale e sociale.

La Nostra Scelta: Artigiani del Bello e del Giusto

Nel manifesto di Slowflowers Italy abbiamo messo nero su bianco i principi semplici e chiari che guidano le nostre scelte.

Nel nostro lavoro, come fioristi e come coltivatori di fiori, siamo chiamati ad affrontare questo argomento ogni volta che acquistiamo i fiori sul mercato, quando progettiamo un matrimonio, ogni volta che ci prepariamo per le festività più importanti, ogni volta che scegliamo i semi e i bulbi per la nostra terra e quando ci organizziamo per coltivare il suolo. Il nostro senso critico e le nostre scelte possono essere messi in pratica e lo facciamo non solo come soci ma soprattutto come persone che lavorano grazie ai fiori.

Quante volte ci sentiamo dire che facciamo un bellissimo lavoro, che siamo artigiani del bello, che siamo artisti… ma quando puliamo e maneggiamo fiori che arrivano da paesi lontani, da terre inquinate e coltivate da uomini e donne sfruttati possiamo scegliere: rinunciare il più possibile a vendere fiori che arrivano da filiere che non rispettano il nostro prossimo e la natura.

Informiamoci, riflettiamo e poi raccontiamo anche le storie problematiche dei fiori, rendiamo giustizia al nostro lavoro e a quello degli altri.

Lo scorso anno avevo già scritto in una newsletter la storia del San Valentino de La Rosa Canina nel 2005. Sono passati 20 anni esatti. Adriana, la coltivatrice di tulipani di Pescia, per il San Valentino del 2005 terminò i suoi 1000 tulipani rossi Ile de France perché li acquistammo tutti e li vendemmo tutti in un solo giorno nel nostro piccolo negozio di Firenze. Le persone avevano compreso la nostra proposta e la nostra scelta.

Nel 2005 non avevamo le informazioni che ho scritto in questo articolo. Volevamo fare una scelta stagionale, locale e originale. Nell'antica raccolta di novelle persiana "Le mille e una Notte" si narra che il sultano lasciava cadere un tulipano rosso davanti alla prescelta. Questo fiore leggendario che viene dalle zone montuose della Turchia e che fiorisce in Italia da gennaio a marzo, è il fiore più corretto per dichiarare un amore vero e appassionato, un amore non solo per chi amiamo ma anche per tutti gli altri esseri viventi.

Facciamo il possibile per non sfruttare la natura e gli altri uomini e donne e impariamo a rispettare sempre la ricchezza della vita in ogni sua forma, invece di acquistare fiori importati, scegliamo le proposte stagionali della Rete Slowflowers Italy.

Possiamo insegnarlo anche agli altri, con i nostri fiori. Scegliamo di essere artigiani del bello e del giusto.

mappa rete slowflowers italy
 
 
 
Serena