Slowflowers Italy: la storia della prima rete italiana del fiore sostenibile e locale

 

Autori: Team Slowflowers Italy

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di fiori sostenibili, flower farm italiane, filiera corta del fiore reciso.
È un tema che cresce, che interessa consumatori, professionisti del settore e media.
Ma c'è qualcosa che non sempre viene raccontato: questa storia in Italia non è nuova. Esiste dal 2017, è nata in Toscana, tra le colline del Chianti, da un gruppo di persone che credevano in una visione precisa — e vale la pena raccontarla dall'inizio.


L'ispirazione: un movimento che attraversa l'oceano

Tutto nasce oltreoceano. Negli Stati Uniti, la scrittrice e podcaster Debra Prinzing dà vita al movimento Slowflowers: un invito a riscoprire i fiori locali e stagionali, a costruire una filiera del fiore reciso etica e consapevole, in alternativa al mercato globale dominato da produzioni intensive, trasporti intercontinentali e impatti ambientali e sociali tutt'altro che trascurabili.

Il messaggio è semplice e potente insieme: i fiori che crescono vicino a noi, nel rispetto delle stagioni e della terra, sono più belli, più freschi, e raccontano una storia che vale la pena ascoltare.

Quando questo messaggio arriva in Italia, trova terreno fertile. Un gruppo di produttori e professionisti toscani del settore floreale ci si riconosce. L'idea di costruire qualcosa di simile in Italia comincia a prendere forma.

 

Clicca sull’immagine per leggere l’articolo che Debra Prinzing scrisse su Slowflowers Italy come membro di Slowflowers International

 

Il manifesto: prima i valori

Fin dai primi passi del progetto, parallelamente alla costruzione della nostra associazione, è stato necessario definire con chiarezza cosa si volesse davvero costruire. Quale idea di fiore, di coltivazione, di filiera.

Da questa riflessione nasce il Manifesto di Slowflowers Italy: un documento identitario che ancora oggi è la bussola di tutto il progetto.

Il Manifesto afferma che il fiore reciso può e deve essere prodotto nel rispetto della stagionalità, della biodiversità e dell'ambiente.
Che la filiera corta — dal campo al vaso, preferibilmente entro confini locali o nazionali — non è solo una scelta ecologica, ma culturale ed economica.
Che il lavoro di chi coltiva e allestisce fiori in modo etico merita visibilità, riconoscimento e un mercato che lo valorizzi.

Non si tratta di un ideale astratto, ma di una scelta concreta, quotidiana, che riguarda ogni aspetto del lavoro: come si coltiva, come si vende, come si comunica, come si allestisce.

Il Manifesto è ancora oggi consultabile sul sito di Slowflowers Italy, ed è il primo documento che chiediamo di leggere a chi vuole avvicinarsi alla nostra comunità.


maggio 2017: i primi semi in toscana

Nel maggio del 2017, sulle colline del Chianti, si tiene il primo evento di Slowflowers Italy. Un casolare storico apre le sue porte — stanze vuote che si riempiono di fiori, di volontari, di entusiasmo.

È un evento costruito dal basso, con le mani e il cuore di molte persone che credono in questo progetto prima ancora che esista davvero. Si allestisce, si lavora fianco a fianco, si organizza un laboratorio di floral design. E poi si aspetta — senza sapere quante persone sarebbero venute.

Ne arrivano molte più del previsto.

Quel successo inaspettato dice qualcosa di importante: c'è un pubblico che cercava esattamente questo. C'è interesse, curiosità, voglia di un rapporto diverso con i fiori.

Il seme è gettato. Nel 2018 nascono nuovi eventi, la rete di relazioni si allarga, il progetto cresce. E nel febbraio di quell'anno, il passo naturale è formalizzare tutto: nasce Slowflowers Italy come Associazione Culturale.

 

2017 - nasce il logo di Slowflowers Italy su disegno di Tania Torrini

2017, primo evento SFI: Allestimento di una stanza di Podernovi a cura dei volontari

 

2019: nasce la rete slowflowers italy

Il 2019 è l'anno in cui il progetto si struttura ulteriormente. Nasce ufficialmente la Rete Slowflowers Italy: uno strumento concreto per mettere in connessione chi condivide i valori del Manifesto e vuole renderli visibili attraverso il proprio lavoro.

La Rete non è un elenco di nomi su un sito. È una comunità con un'identità precisa, che include tre profili diversi: coltivatori (tra cui flower farm), floral designer, sostenitori.

Ogni membro della Rete non riceve semplicemente visibilità: entra a far parte di una comunità che lavora insieme, si confronta, cresce.


2020: gli impegni della rete

Con la Rete attiva e in crescita, arriva il momento di rendere ancora più concreto cosa significa farne parte. Nel 2020 vengono scritti e pubblicati gli Impegni della Rete: un insieme di azioni pratiche che ogni aderente si impegna a seguire nel proprio lavoro quotidiano.

Non si tratta di certificazioni o vincoli burocratici. Sono scelte consapevoli: privilegiare la coltivazione biologica e il rispetto della stagionalità, eliminare la spugna sintetica da fioristi, usare imballaggi plastic-free, comunicare in modo coerente con i valori SFI sui propri canali.

Gli Impegni nascono dalla convinzione che il cambiamento reale avviene nei dettagli, nelle scelte di ogni giorno. E che riconoscerle — anche quando sono difficili o graduali — è parte del percorso.

Sempre nel 2020 prendono avvio le call conoscitive con le aziende del settore: un dialogo diretto, aperto, per conoscere le aziende che vogliono entrare nella Rete, spiegare cosa chiediamo e cosa offriamo. Un modo per costruire relazioni prima ancora che si formalizzi l'adesione.

 

photo-courtesy Puscina Flowers

 

Una comunità che cresce e porta i valori SFI nel settore

Dal 2020 a oggi, Slowflowers Italy ha continuato a crescere — non solo in numeri, ma in profondità.

Gli eventi annuali sono diventati appuntamenti attesi: momenti in cui la comunità si ritrova fisicamente, condivide esperienze, impara, si ispira. Ogni edizione ha portato con sé un tema, un luogo, una prospettiva diversa — ma sempre lo stesso filo conduttore: il fiore italiano, stagionale, coltivato con cura e rispetto.

Una delle cose che ci rende più orgogliosi è che i membri della Rete non si limitano a produrre o vendere fiori sostenibili: portano attivamente i valori di Slowflowers Italy fuori dalla comunità.
Quando partecipano a fiere, mercati o eventi di settore, presentano la Rete, raccontano il progetto, aprono conversazioni con altri professionisti.

Questa presenza è il modo più efficace di fare divulgazione — non a parole, ma attraverso il lavoro concreto di chi ci crede davvero.


perchè tutto questo conta

Il mercato globale dei fiori recisi è uno dei più inquinanti e meno trasparenti rispetto all'agroalimentare.
Fiori coltivati con pesticidi, in condizioni spesso poco rispettose dei lavoratori, trasportati per migliaia di chilometri in aereo, venduti a prezzi stracciati che rendono invisibile tutto questo.

Scegliere il fiore italiano e stagionale non è solo un gesto estetico o romantico. È una scelta che sostiene l'economia locale, riduce l'impatto ambientale, tutela la salute di chi coltiva e di chi compra, e preserva la biodiversità del nostro territorio.

Slowflowers Italy esiste per rendere questa scelta possibile, informata e accessibile — per i consumatori che cercano alternative consapevoli e per i professionisti che vogliono costruire un modello di business coerente con i propri valori.


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Se sei un coltivatore, un floral designer, un fiorista o una realtà che lavora con i fiori e si riconosce in questa visione, la Rete Slowflowers Italy è il tuo posto.

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Serena